Tuscia fu la denominazione che, a partire dal periodo tardo antico e per tutto l’Alto Medioevo, venne attribuita a quel territorio occupato precedentemente dagli Etruschi. Il nome indicava in origine un’area molto estesa, che le diverse vicissitudini storiche hanno ripartito in tre macroaree: la “Tuscia romana” (corrispondente al Lazio settentrionale con l’antica provincia pontificia del Patrimonio di San Pietro) che coincide oggi con la provincia di Roma nord fino al Lago di Bracciano; la “Tuscia ducale”, che includeva i territori del Lazio soggetti al Ducato di Spoleto; la “Tuscia longobarda”, approssimativamente l’attuale Toscana, comprendente i territori sottoposti ai Longobardi e costituenti il Ducato di Tuscia.

All’inizio del periodo imperiale, questo territorio fu compreso nella Regio VII Etruria, una delle undici istituite dalla riforma augustea degli inizi del I secolo d.C, ma con la riforma dioclezianea le regiones diventarono dodici ed il territorio dell’Etruria venne incluso nella Regio V Tuscia et Umbria. Infine, nel IV secolo, in seguito alle prime invasioni barbariche, le partizioni regionali diventarono diciassette e Tuscia et Umbria costituirono l’ VIII regione.

La dominazione longobarda divise la regione Tuscia et Umbria in due porzioni territoriali: quella nord-occidentale costituì la Tuscia Langobardorum che sarebbe confluita nel Ducato di Tuscia, mentre la porzione orientale entrò a far parte del Ducato di Spoleto. Le due regioni vennero separate dal “Corridoio bizantino”, il territorio intermedio che doveva permettere il passaggio, a favore dell’Impero bizantino, tra Roma e Ravenna, capitale dell’Esarcato d’Italia. La Tuscia longobarda confinava così con la “Tuscia Romana”, porzione territoriale del Ducato romano a nord di Roma. La provincia di Viterbo, che ancor oggi vanta il nome Tuscia, non faceva parte della Tuscia Romana.

Attualmente il territorio coincide in gran parte con la provincia di Viterbo, ed è ancora oggi attraversato dalla via Francigena.

La zona è caratterizzata da due sistemi montuosi di origine vulcanica: a nord i Volsini (con il lago di Bolsena) e al centro i Cimini (con il lago di Vico). Sul fronte occidentale si estende una vasta pianura (Maremma viterbese o Maremma laziale) a ridosso della costa tirrenica. Su quello orientale i terreni digradano verso la valle del Tevere.

La Tuscia è dunque un territorio antico, che ancora oggi vive pressochè incontaminato, ricco di arte, archeologia e natura, in cui tutti i sensi vengono appagati: la vista di paesaggi suggestivi e borghi pittoreschi; il clamore delle feste paesane che ricordano vetuste tradizioni, i suoni dei boschi incantati e lo sciabordìo dei fiumi limpidi che attraversano antiche vallate; i profumi ed i sapori della cucina tipica con i prodotti della sua terra: nocciole, castagne, l’olio speciale e i celebri vini che sanno di storia; la manualità e la maestria degli artigiani nel realizzare oggetti unici che attingono alle radici di un passato sempre vivo.