Terme dei Papi

Terme dei Papi

 
Il bacino idrominerale e idrotermale di Viterbo è uno dei più copiosi d’Italia. È costituito da varie sorgenti, per lo più ipertermali (da 40 ad oltre 56 °C) per la maggior parte sulfureo-solfato-bicarbonato-alcalino-terrose. L’acqua della Sorgente Bullicame, con i suoi 58 °C di temperatura e 18 l/s di portata, è da sempre la più famosa per le qualità terapeutiche.
 

Le Terme Romane

 
Le vestigia delle terme romane si estendono per undici chilometri lungo l’antica via Cassia, alla periferia di Viterbo. Assumono particolare rilevanza in prossimità delle tre principali aree termali: Aquae Passeris, Paliano e, la più importante, Bullicame. La sorgente termale del Bulicame (Strada Bulicame – distanza dal centro di Viterbo circa 2,5 Km): è situata in zona centrale rispetto al parco omonimo posto in prossimità dell’intersezione tra la Strada Tuscanese e la Strada Terme (a circa 300 metri). Le vasche per i bagnanti della zona bullicame sono accessibili: vi è una piccola vasca circolare ed una vasca grande di forma allungata.
 

I Fasti Papali ed Il Bagno del Papa

 
In epoca medievale le terme divennero meta privilegiata di molti pontefici. È con Papa Gregorio IX, nel 1235, che ha inizio l’epoca dei fasti papali. Papa Bonifacio IX, nel 1404, accolse l’invito dei priori di Viterbo per curarsi con le acque e i fanghi i “gravi dolori delle ossa”. Le Terme si chiameranno “dei Papi” soprattutto per l’intervento di un terzo pontefice: Niccolò V. Egli trovò tale beneficio nelle cure dei suoi mali con queste acque, che nel 1450 fece costruire sul posto uno splendido palazzo, così da potervi soggiornare in caso di necessità. Quella costruzione dalle mura merlate, le belle finestre a croce e le sale ricoperte da grandi volte, si chiamò da allora il “Bagno del Papa”. In seguito, Papa Pio II promosse altri lavori di ristrutturazione e ammodernamento dell’importante edificio termale.
 

Memorie di valore

 
Di grande valore sono le testimonianze di poeti e artisti importanti. Nella Divina Commedia Dante Alighieri ricorda più volte il Bullicame ed in particolare nel XIV canto dell’Inferno: “Quale del Bulicame esce ruscello che parton poi tra lor le peccatrici tal per la rena giù sen giva quello …” vv. 79-81.
Michelangelo Buonarroti, passando dai Bagni di Viterbo in uno dei suoi viaggi a Roma (tra il 1496 e il 1536), fu colpito dalla bellezza delle Terme e ne fece due disegni a penna, che attualmente si trovano presso il Museo di Vicar de Lille in Francia.

Oggi è possibile usufruire dei servizi offerti dal centro termale “Terme dei Papi”, o fare bagni termali presso la sorgente del Bullicame.