Sant’Antonio Abate

Domenica 21 gennaio

Dalle ore 10:00 il raduno degli animali prenderà vita in via Adriatica. Successivamente  il corteo raggiungerà piazza Felice Guglielmi (Centro Storico), passando per le vie del paese.

A Pescia Romana la manifestazione inizierà alle ore 15:00 in piazza delle Mimose.

Il Culto

Sant’Antonio è stato un abate ed eremita egiziano, considerato il fondatore del monachesimo cristiano e il primo degli abati.

In Occidente viene considerato il patrono dei macellai e salumai, dei contadini e degli allevatori e protettore degli animali domestici.

Sant’Antonio è considerato anche il protettore degli animali domestici, tanto da essere solitamente raffigurato con accanto un maiale che reca al collo una campanella. Il 17 gennaio tradizionalmente la Chiesa benedice gli animali e le stalle ponendoli sotto la protezione del santo.

La tradizione di benedire gli animali (in particolare i maiali) non è legata direttamente a sant’Antonio: nasce nel Medioevo in terra tedesca. Quando era consuetudine che ogni villaggio allevasse un maiale da destinare all’ospedale, dove prestavano il loro servizio i monaci di sant’Antonio.

A partire dall’XI secolo gli abitanti delle città si lamentavano della presenza di maiali che pascolavano liberamente nelle vie. I Comuni s’incaricarono allora di vietarne la circolazione ma fatta sempre salva l’integrità fisica dei suini.«Di proprietà degli Antoniani, che ne ricavavano cibo per i malati (si capirà poi che per guarire bastava mangiare carne anziché segale), balsami per le piaghe, nonché sostentamento economico. Maiali, dunque, che via via acquisiscono un’aura di sacralità e guai a chi dovesse rubarne uno, perché Antonio si sarebbe vendicato colpendo con la malattia, anziché guarirla.»

Secondo una leggenda del Veneto la notte del 17 gennaio gli animali acquisiscono la facoltà di parlare. Durante questo evento i contadini si tenevano lontani dalle stalle, perché udire gli animali conversare era segno di cattivo auspicio.